Rosso fuoco, bordato di soffice pelliccia bianca, stretto da una larga cintura di cuoio nera con una fibbia dorata e completato dall’inconfondibile berretto a punta. L’abito di Babbo Natale è un’icona universale, immediatamente riconoscibile da chiunque, grande o piccino. Ma ti sei mai chiesto da dove arrivi questo vestito e come si sia evoluto nel corso dei secoli per diventare quello che conosciamo oggi?
Dietro a questo celebre costume si nasconde una storia affascinante che mescola folklore antico, tradizioni religiose, letteratura e persino grandi operazioni pubblicitarie.
1. Dalle origini di San Niccolò ai vescovi medievali
Il personaggio di Babbo Natale affonda le sue radici nella figura storica di San Nicola, vescovo di Myra (nell’attuale Turchia) vissuto nel IV secolo. Nei dipinti e nelle rappresentazioni medievali, Nicola veniva quasi sempre raffigurato con gli abiti vescovili tradizionali: una lunga tunica (spesso rossa o bianca), una mantellina e la mitra (il copricapo appuntito dei vescovi).
Nel corso dei secoli, con il diffondersi delle leggende legate al santo e alla sua generosità, l’abbigliamento ha iniziato a variare a seconda delle culture locali, perdendo i connotati strettamente ecclesiastici e assumendo sfumature più folkloristiche.
2. La svolta letteraria: il verde e il marrone
Prima che il rosso diventasse il colore dominante, gli illustratori e gli scrittori si sono sbizzarriti con i colori.
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La poesia del 1823: Nella celebre poesia A Visit from St. Nicholas (notissima come The Night Before Christmas) di Clement Clarke Moore, il personaggio viene descritto come un elfo paffuto e allegro, vestito di pelliccia dalla testa ai piedi.
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Le illustrazioni di Thomas Nast: Intorno alla metà dell’Ottocento, il vignettista Thomas Nast disegnò Babbo Natale per la rivista Harper’s Weekly, consolidando l’immagine del vecchietto barbuto. Inizialmente, Nast lo vestì con abiti di colore marrone o verde scuro, tonalità molto legate alla tradizione invernale e alla natura.
3. Il mito del rosso e la consacrazione pubblicitaria
Il passaggio definitivo al rosso brillante che tutti oggi conosciamo non è nato per caso, anche se esiste una famosa leggenda metropolitana secondo cui sarebbe un’invenzione della Coca-Cola.
In realtà, già prima delle celebri campagne pubblicitarie degli anni ’30, diversi illustratori (tra cui lo stesso Nast in età avanzata e l’artista J.C. Leyendecker) avevano iniziato a dipingere Babbo Natale con un abito rosso, che garantiva un contrasto cromatico perfetto sulla neve e dava un’idea di calore e festosità.
Tuttavia, è innegabile che la Coca-Cola abbia giocato un ruolo chiave nella standardizzazione definitiva del costume. Nel 1931 l’illustratore Haddon Sundblom creò una serie di celebri dipinti pubblicitari per il marchio di bevande, raffigurando un Babbo Natale umano, caloroso, sorridente, con la barba bianca e un abito rosso bordato di pelliccia bianca (abbinato proprio ai colori del celebre logo). Da quel momento in poi, l’immaginario collettivo si è cristallizzato su questa versione.
Curiosità sul guardaroba di Santa Claus
Oggi l’abito di Babbo Natale è diventato un vero e proprio evergreen della moda festiva (declinato anche in chiave ironica con i famosi Christmas jumper o in versione glamour per le feste). Ma il modello originale mantiene intatto il suo fascino simbolico:
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La pelliccia: Originariamente pensata per proteggere il panciuto vecchietto dal freddo polare del Polo Nord.
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La cintura robusta: Un tempo serviva a reggere gli strumenti del mestiere e a contenere la generosità (e i chili di troppo dovuti ai dolci lasciati dai bambini!).
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Il pompon sul cappello: Un retaggio delle antiche fogge dei berretti nordici tradizionali.
Il vestito di Babbo Natale non è solo un costume di scena, ma un vero e proprio simbolo di allegria, calore umano e generosità che, anno dopo anno, continua a far sognare milioni di persone in tutto il mondo.


