Ogni anno, all’approssimarsi delle feste, torna a circolare una delle credenze più radicate della cultura popolare: l’idea che l’iconico abito rosso e bianco di Babbo Natale sia stato inventato dalla Coca-Cola negli anni ’30 per ragioni pubblicitarie. La realtà storica, tuttavia, è ben diversa e molto più affascinante.
Sebbene il gigante delle bevande abbia indubbiamente contribuito a consolidare l’immagine moderna del Babbo Natale bonario e rubicondo, il suo vestito era già ampiamente associato al colore rosso ben prima di quella celebre campagna di marketing.
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Le origini storiche: La figura trae origine da San Nicola di Myra, vescovo del IV secolo, tradizionalmente raffigurato con paramenti ecclesiastici che includevano mantelli rossi o porpora.
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Le prime illustrazioni: Nel XIX secolo, il disegnatore americano Thomas Nast pubblicò su Harper’s Weekly decine di illustrazioni di Santa Claus. Sebbene molte fossero in bianco e nero, in diverse edizioni a colori della fine dell’Ottocento Babbo Natale indossava già un abito rosso con bordi di pelliccia bianca.
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La cultura popolare del Primo Novecento: Cartoline augurali, copertine di riviste (come quelle della rivista Puck) e persino campagne pubblicitarie di altri marchi (inclusa la White Rock Beverages nel 1907) mostravano già un Babbo Natale vestito di rosso anni prima dello sbarco di Coca-Cola sul tema.
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Il vero contributo di Sundblom: Nel 1931, l’illustratore Haddon Sundblom creò per Coca-Cola la versione umana, sorridente e imponente che tutti conosciamo. Il brand non inventò il colore, ma standardizzò quelle proporzioni e quel volto nella memoria collettiva globale.
L’abito rosso di Babbo Natale non nasce quindi in un ufficio marketing, ma è il frutto di un’evoluzione secolare di folklore, arte e tradizioni popolari.


